Il progetto ha adottato un approccio basato sull’educazione non formale, usando tecniche partecipative e creative per coinvolgere tutti i partecipanti in modo attivo e collaborativo. L’obiettivo era non solo fornire strumenti per ideare e pianificare, ma anche supportare il processo creativo e favorire il dialogo con la comunità locale per immaginare insieme il futuro dell’ex-mercato civico.
Cosa abbiamo fatto insieme?
Costruire un gruppo unito
Abbiamo iniziato i primi incontri con attività di energizers e teambuilding, pensate per rompere il ghiaccio, conoscersi meglio e creare un clima di fiducia. Questi momenti ci hanno aiutato a costruire un gruppo coeso e pronto a lavorare insieme.
Osservare e ascoltare il territorio:
I primi giorni sono stati dedicati alla visita dell’ex-mercato civico, cuore del progetto. Camminando nello spazio, abbiamo raccolto sensazioni e idee iniziali, immaginando come trasformarlo in un luogo utile e accogliente per tutti.
Immaginare il futuro insieme:
Attraverso brainstorming e discussioni guidate da strumenti semplici come le 5W (Chi, Cosa, Dove, Quando e Perché), abbiamo trasformato le nostre intuizioni in idee concrete. Ogni partecipante ha dato il proprio contributo, portando il proprio punto di vista e le proprie esperienze.
Ascoltare la comunità:
Per costruire qualcosa che rispondesse davvero ai bisogni del territorio, abbiamo parlato direttamente con gli abitanti di Laconi. Interviste e questionari ci hanno permesso di capire i desideri, le preoccupazioni e le aspettative delle persone, coinvolgendole nel processo.
Perfezionare le idee:
Con strumenti come Add, Keep, Change, abbiamo rifinito ogni proposta: cosa tenere, cosa migliorare e cosa aggiungere. Questo ci ha aiutato a trasformare le idee in progetti realistici e ben definiti, pronti per essere messi in pratica.
Preparare l’evento finale:
Infine, abbiamo messo tutto insieme. Con compiti chiari e una pianificazione condivisa, abbiamo organizzato l’evento finale per presentare i risultati e dare il via alle prime azioni concrete.
Questo percorso non è stato solo un modo per progettare uno spazio, ma anche per imparare a lavorare insieme, ascoltare e costruire una visione condivisa per il futuro della comunità.

Abbiamo presentato il progetto alla comunità presso la biblioteca comunale. È stato il primo passo per condividere i nostri obiettivi e coinvolgere i cittadini. Durante l’evento abbiamo spiegato l’importanza di lavorare insieme per dare nuova vita agli spazi inutilizzati e costruire qualcosa di utile per tutti.

Il gruppo si è incontrato per la prima volta per conoscersi, visitare l’ex-Mercato Civico e iniziare a immaginare le prime idee per il progetto. Abbiamo lavorato sulla preparazione degli strumenti per ascoltare la comunità, come i questionari e le interviste, e definito i gruppi da coinvolgere per raccogliere le informazioni necessarie.

Per capire i bisogni e i sogni del territorio, abbiamo somministrato questionari e condotto interviste alla popolazione. Questo ci ha permesso di raccogliere preziose informazioni su ciò che la comunità desidera e di far sentire le persone parte attiva del progetto. È stato un momento fondamentale per costruire un progetto basato davvero sulle esigenze di tutti.

Dopo aver raccolto tutte le risposte della comunità, ci siamo concentrati sull’analisi dei dati e sulla trasformazione di queste informazioni in idee concrete per il futuro spazio. Abbiamo definito le prime proposte progettuali e pianificato le attività per coinvolgere ancora di più i giovani e per prepararci all’evento finale.

Abbiamo sintetizzato i dati raccolti e perfezionato le proposte progettuali. Durante questa fase, abbiamo lavorato sulle metodologie di progettazione e sulla documentazione per trasformare le idee della comunità in linee guida pratiche. Questo periodo ha rappresentato il cuore del nostro lavoro, unendo creatività e collaborazione.

Abbiamo organizzato un laboratorio condotto da Angelo Rindone, fondatore di Produzioni dal Basso, per esplorare le diverse modalità di finanziamento per progetti come il nostro. È stata un’occasione unica per imparare a progettare campagne di raccolta fondi e scoprire come coinvolgere sostenitori attraverso strumenti innovativi. Questo evento ha dato ai partecipanti nuove competenze utili per il futuro

Abbiamo ospitato una tavola rotonda con rappresentanti di 8 spazi di innovazione sociale e comunità attivi in Sardegna. È stata un’occasione preziosa per confrontarci, scambiare idee e costruire una rete regionale. Durante l’incontro, abbiamo anche acquisito nuove conoscenze su come gestire e organizzare spazi simili, imparando da esperienze concrete di altre realtà.

Nel pomeriggio, abbiamo condiviso con la comunità i risultati del percorso e le idee progettuali per il futuro spazio. È stato un momento emozionante, dove abbiamo mostrato il lavoro svolto, raccolto feedback e ringraziato tutte le persone che hanno partecipato. La comunità ha potuto vedere come il progetto stia prendendo forma e cosa potrà diventare in futuro
I questionari sono stati utilizzati per capire meglio le esigenze e i desideri dei giovani di Laconi e del territorio sulla creazione di uno Spazio Creativo Rurale.
Hanno partecipato 36 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 35 anni, di cui 18 provenienti locali e 18 da altri paesi della Sardegna.
I questionari sono stati uno strumento fondamentale per il nostro progetto. Ci hanno permesso di raccogliere opinioni, bisogni e idee direttamente dalle persone che vivono il territorio. Sono stati pensati per raggiungere un pubblico più ampio possibile in modo semplice e veloce, aiutandoci a capire meglio cosa è importante per la comunità e quali sono le loro aspettative.
Anche se rappresentano solo un primo passo, i risultati raccolti sono preziosi per orientare le prossime fasi del progetto e coinvolgere ancora più persone nel futuro.
Le risposte mostrano che, pur con differenze legate al contesto locale, ci sono esigenze comuni: spazi multifunzionali, opportunità formative e attività che favoriscano il coinvolgimento sociale.
La natura e l’ambiente sono gli aspetti più apprezzati nei diversi territori, ma emergono problemi come la carenza di servizi, la scarsa vivacità e l’isolamento sociale.
Le attività preferite includono sport, momenti ricreativi, esperienze artistiche e opportunità di apprendimento.
I giovani di Laconi apprezzano molto gli elementi naturali del territorio, come il Parco Aymerich, citato dal 78% dei partecipanti per la sua bellezza e tranquillità.
Tuttavia, solo il 17% riconosce nella comunità locale un punto di forza, indicando una debole coesione sociale. La maggior parte (55%) lamenta l’assenza di stimoli e di vivacità, causati da spopolamento e mancanza di spazi adeguati.
Per quanto riguarda le preferenze, i più giovani (14-20 anni) desiderano spazi per incontrare coetanei e attività artistico-culturali, mentre i giovani adulti (31-35 anni) cercano luoghi dove sviluppare passioni personali, come palestre, sale di registrazione o aree per creazioni digitali.
Circa il 38% chiede una maggiore manutenzione e accessibilità degli spazi pubblici. L’idea di uno spazio creativo multifunzionale risponde a molte di queste esigenze.
I partecipanti provenienti da altri comuni, tutti con meno di 8.000 abitanti, mostrano un forte apprezzamento per la natura (66%) e il valore culturale dei loro territori (39%). Tuttavia, il 67% lamenta una carenza di spazi e servizi dedicati ai giovani. Il 50% considera gli spazi disponibili inadatti, evidenziando la necessità di luoghi moderni e multifunzionali.
Molti di loro praticano attività culturali (67%) e sportive (39%) nel tempo libero, ma c’è anche una richiesta di attività creative e ricreative, come laboratori artistici e sociali. Il 39% vorrebbe spazi dedicati a eventi artistico-culturali, mentre il 33% sogna attività ludiche come giochi di società o postazioni tecnologiche.
Le loro risposte confermano l’importanza di uno spazio che unisca tradizione e innovazione, valorizzando il legame con il territorio.
Il sentimento prevalente tra i partecipanti è un misto di apprezzamento per le risorse naturali e culturali del territorio e insoddisfazione per la mancanza di spazi e opportunità.
Da Laconi ai comuni vicini, emerge il desiderio di un cambiamento che migliori la qualità della vita, soprattutto per i giovani.
Il bisogno di socialità e appartenenza è forte, così come il desiderio di trovare luoghi accoglienti e stimolanti dove imparare, condividere e crescere insieme.
Nonostante le sfide, c’è una speranza diffusa che progetti come Ammonte possano rappresentare un nuovo inizio per costruire una comunità più viva e coesa.
Le interviste, realizzate tra il 4 settembre e il 10 ottobre 2024, hanno rappresentato un momento cruciale per il progetto “Ammonte”.
Abbiamo incontrato 15 persone di età e contesti diversi per ascoltare direttamente le loro esperienze, idee e aspirazioni. Questo dialogo ci ha permesso di comprendere più a fondo le dinamiche del territorio e di raccogliere suggerimenti concreti su ciò che potrebbe rendere uno spazio creativo rurale davvero utile per la comunità.
L’obiettivo principale era dare voce alle persone, raccogliendo non solo i loro desideri, ma anche una visione sincera di ciò che funziona e di ciò che manca nel contesto locale. Le interviste ci hanno aiutato a identificare le priorità della comunità: spazi accoglienti, attività coinvolgenti e servizi utili per tutte le generazioni. Allo stesso tempo, abbiamo potuto capire meglio i punti deboli del territorio, come la mancanza di luoghi di aggregazione o di opportunità per i giovani.
Questo momento di ascolto è stato fondamentale per costruire un progetto che non nascesse dall’alto, ma che rispondesse davvero ai bisogni e ai sogni di chi vive ogni giorno il territorio. Le interviste non sono state solo uno strumento, ma un’occasione preziosa per rafforzare il legame tra il progetto e la comunità che lo ispira.
Le 15 persone coinvolte e intervistate sono state scelte in quanto appartenenti a diverse fasce d’età e contesti sociali, con l’obiettivo di ascoltare la comunità e raccogliere idee, bisogni e desideri per la creazione di uno Spazio Creativo Rurale.
Questo strumento di ascolto ci ha permesso di entrare in contatto con una varietà di prospettive: dalle mamme e giovani genitori che cercano spazi sicuri per i bambini, ai giovani e adolescenti interessati a opportunità tecnologiche e creative, fino agli adulti che desiderano iniziative intergenerazionali e progetti di valorizzazione del territorio.
Sebbene manchi una rappresentanza diretta degli anziani, molte risposte suggeriscono il loro potenziale ruolo in attività che rafforzino il legame tra generazioni.
Le interviste hanno fatto emergere una richiesta trasversale: spazi multifunzionali e inclusivi, capaci di rispondere ai bisogni di ogni fascia d’età.
La comunità di Laconi ha mostrato il desiderio di spazi che uniscano creatività, innovazione e tradizione, offrendo opportunità di crescita per tutti.
I giovani genitori intervistati hanno sottolineato l’importanza di avere spazi sicuri e accoglienti dedicati ai bambini, soprattutto per i mesi invernali, quando il clima rende difficile svolgere attività all’aperto.
Molti di loro immaginano una ludoteca o un’area ricreativa attrezzata con giochi educativi e attività creative, dove i piccoli possano crescere e socializzare in un ambiente protetto.
Questa necessità è stata colmata recentemente, il 14 dicembre, con l’inaugurazione dello spazio “La Libellula”. Un’iniziativa nata da un gruppo di genitori, in collaborazione con l’A.C. Laconi e il Comune di Laconi.
Oltre agli spazi per i bambini, emerge anche il bisogno di formazione per i genitori stessi. Molte madri hanno espresso interesse per corsi di cucito, sartoria, cucina o lingua straniera, attività che non solo permetterebbero di imparare nuove competenze ma offrirebbero anche momenti di socializzazione tra adulti.
Un’idea molto apprezzata è quella di organizzare incontri paralleli: mentre i bambini giocano o partecipano a laboratori, i genitori potrebbero seguire corsi o attività utili per il loro benessere e la loro crescita.
C’è inoltre un forte desiderio di avere spazi dove le famiglie possano incontrarsi, confrontarsi e condividere esperienze. Le mamme hanno evidenziato la necessità di un supporto professionale, come la presenza di esperti – pediatri, psicologi o educatori – per affrontare temi legati alla crescita e al benessere familiare. Questa combinazione di spazi per i bambini e di opportunità per i genitori risponde a un’esigenza fondamentale di creare un ambiente che sostenga non solo i più piccoli ma anche le famiglie nel loro insieme.
Ludoteche, laboratori creativi per genitori e figli, incontri di formazione con esperti su temi di interesse per la famiglia.
I giovani e gli adolescenti intervistati hanno espresso un forte desiderio di spazi che offrano tecnologia avanzata e opportunità di espressione creativa. Molti di loro sognano luoghi dove poter accedere a strumenti innovativi come stampanti 3D, computer performanti e attrezzature per creare contenuti digitali, come video e musica. Questi spazi tecnologici non sarebbero solo luoghi di apprendimento, ma anche di incontro e condivisione, dove poter lavorare su progetti creativi e innovativi.
Allo stesso tempo, c’è un grande interesse per laboratori artistici e culturali. I giovani vogliono avere la possibilità di partecipare a corsi di teatro, musica, pittura e altre attività che permettano loro di esprimere la propria creatività e di lavorare in gruppo. C’è anche una forte richiesta per corsi di lingue che rilascino certificazioni riconosciute, strumenti utili per il loro futuro accademico e professionale.
Molti giovani hanno sottolineato la mancanza di luoghi moderni e accoglienti dove poter trascorrere il tempo libero. Vorrebbero spazi che siano diversi dai soliti bar, ambienti che stimolino il confronto, la collaborazione e l’apprendimento. Per loro, questi luoghi non devono essere solo centri di attività, ma veri e propri punti di riferimento dove sentirsi valorizzati e protagonisti.
Laboratori di tecnologia e creatività, corsi di lingue certificati, eventi culturali e artistici.
Gli adulti intervistati vedono nel progetto una grande opportunità per rafforzare il senso di comunità e per creare spazi che favoriscano il dialogo tra generazioni.
Molti di loro hanno sottolineato la necessità di luoghi dove poter collaborare con giovani e anziani, condividendo esperienze e competenze. Per gli adulti, uno spazio creativo rurale dovrebbe essere anche un centro di cittadinanza attiva, dove poter discutere, proporre idee e lavorare insieme per migliorare il territorio.
Un tema ricorrente è stato il desiderio di valorizzare il patrimonio culturale e naturale del territorio.
Gli adulti immaginano attività che includano escursioni, laboratori di artigianato tradizionale e progetti di turismo sostenibile. Queste iniziative non solo permetterebbero di riscoprire le tradizioni locali, ma anche di coinvolgere persone di tutte le età in attività che rafforzano il legame con il territorio.
Un altro elemento emerso è la necessità di spazi per attività manuali e artigianali. Molti adulti desiderano laboratori dove poter praticare lavori come falegnameria, ceramica o altri mestieri tradizionali, sia per tramandare queste competenze alle nuove generazioni, sia per creare un’occasione di socializzazione e crescita personale.
Laboratori di memoria storica, artigianato tradizionale, progetti intergenerazionali e iniziative di turismo sostenibile.
Anche se non hanno partecipato direttamente alle interviste, il ruolo degli anziani è stato riconosciuto da molti intervistati come fondamentale per il successo del progetto. Gli anziani possono essere coinvolti in attività che permettano di condividere la loro memoria storica, insegnare mestieri tradizionali e raccontare le storie del territorio. Queste attività non solo aiuterebbero a mantenere vive le tradizioni, ma offrirebbero anche un’opportunità unica di creare legami tra generazioni.
Molti immaginano laboratori dove gli anziani possano insegnare competenze pratiche come la lavorazione del legno, il ricamo o la cucina tradizionale.
Questi spazi potrebbero diventare un punto di incontro, dove giovani e anziani possano lavorare insieme e imparare gli uni dagli altri.
Inoltre, la presenza degli anziani in un contesto come lo spazio creativo rurale rappresenterebbe un elemento di continuità tra passato e futuro, valorizzando la loro esperienza e il loro contributo alla comunità.
Incontri di narrazione, laboratori manuali e progetti intergenerazionali.
Le interviste hanno fatto emergere un mix di speranza e preoccupazione. La comunità percepisce una mancanza di spazi che favoriscano l’incontro e un senso di appartenenza più forte. Molti hanno ricordato un tempo in cui le persone erano più unite e i legami sociali più solidi. C’è un desiderio comune di riscoprire quella connessione, creando luoghi dove le persone possano crescere, collaborare e sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Dalle risposte si capisce che la comunità aspira a spazi che siano accoglienti e multifunzionali, dove ogni generazione possa sentirsi rappresentata. I giovani chiedono luoghi moderni, accesso alla tecnologia e occasioni per esprimere la loro creatività. Le famiglie vogliono spazi sicuri per i bambini e opportunità di formazione per i genitori. Gli adulti e gli anziani immaginano attività che rafforzino i legami tra le generazioni, valorizzando tradizioni e competenze locali.
Nonostante le difficoltà percepite, come la mancanza di coesione sociale o il senso di isolamento, c’è una chiara voglia di rinascita. La comunità guarda al futuro con ottimismo e desidera che questo progetto sia un punto di partenza per costruire un territorio più vivo e unito. È emerso un messaggio forte: quando le persone si sentono ascoltate e coinvolte, si accende una speranza condivisa di cambiamento. Questo è il vero cuore di quanto raccolto: un desiderio di crescita e collaborazione che abbraccia tutta la comunità.
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